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Città di Roccia

  • Writer: adventureeldogado
    adventureeldogado
  • Sep 24, 2022
  • 3 min read


La città di roccia è uno dei percorsi che esplora i monti sovrastanti la zona tra Gallio e Foza, visita tre cime: il Monte Castelgomberto, il Monte Fior e il Monte Spil. Località teatro di dure contese durante la guerra 1915-18, ancor oggi ricca di resti di opere belliche. Il percorso, più ricco di vegetazione in basso, si fa spoglio e aperto in alto dove si possono ammirare le singolari conformazioni rocciose dette “Città di roccia”. Dal Monte Fior si ammira un vasto panorama a tutto orizzonte.


Il Percorso

Partenza dal parcheggio della scuola di sci di Busa Fonda e per evitare il primo tratto di salita, visto che in questa avventura abbiamo portato anche nostro figlio di otto anni, abbiamo optato per la risalita in seggiovia arrivando così a quota senza grossi sforzi, da qui abbiamo seguito il sentiero ben segnato, seguendo le indicazioni per malga Slapeur.

Da malga Slapeur (m.1600) seguiremo integralmente il sentiero Cai n.861, saliamo il sentiero verso sinistra, dopo poche centinaia di metri troviamo il bivio del percorso ad anello.

Noi proseguiamo a destra tenendoci il monte Fior sulla nostra sinistra, mentre per la Città di Roccia (che qui descriviamo) inizia a materializzarsi lentamente davanti ai nostri occhi.

Camminiamo su buona traccia, dopo un leggero colmo tra il bosco ci affacciamo sull'ampia terrazza carsica ai piedi del monte Fior, alti sopra la profonda val Miela che divide le Melette di Gallio dalle Melette di Foza, alle quali il Fior appartiene.

Il paesaggio ha dell'incredibile, manciate di enormi sassi sbilenchi, formati da strati di calcare, formano questa bellissima città di roccia. Tutto l'ampio e lungo terrazzo è uno dei più importanti esempi di questo genere di degrado dovuto ai fenomeni carsici.


Cenni Storici

Monte Fior è stato interessato da importantissimi eventi bellici durante la prima guerra mondiale; veniva infatti denominato dai comandi italiani "la chiave dell'Altipiano".

Cento anni fa, nel maggio del 1916, iniziava la potente offensiva austro-ungarica che si proponeva di sconfiggere sul campo il Regio Esercito Italiano e costringere l’Italia alla resa colpevole di essere passata a combattere al fianco delle Potenze dell’Intesa. L’Esercito Imperiale austro-ungarico impiegò ben due Armate, la 3ª e la 11ª, fra la Val d’Adige e la Val Brenta. Il potente avversario giunse ad un soffio dall’obiettivo prefissatosi, ma a pochi chilometri dalla pianura veneta, il suo impeto s’infranse davanti alla tenace ed eroica resistenza dei soldati italiani.

La “Strafexpedition”, (Spedizione punitiva), così chiamata dagli austriaci, dal suo inizio sino allo schieramento delle forze austro – ungariche sulla nuova e più avanzata linea di difesa, interessò un fronte montano di circa 60 chilometri fra la Val d’Adige e la Valsugana, coinvolgendo quattro armate per un periodo di 40 giorni.

La lotta raggiungeva i suoi momenti culminanti attorno alla fine di maggio e nella prima decade di giugno allorquando gli austro – ungarici con ripetuti sforzi diretti in ogni direzione del settore, cercarono di scardinare l’ultima linea difensiva italiana che li bloccava in Vallarsa, nel bacino Posina – Astico e sulle estreme pendici meridionali dell’Altopiano di Asiago e sul Monte Novegno. Fu questa la fase degli epici scontri.

Sul fronte Val Lagarina – Vallarsa le agguerrite unità della 48ª Divisione, sostenute da massicce azioni di fuoco di artiglieria effettuarono ripetuti ed accaniti attacchi contro Passo Buole, per aggirare le difese italiane del Monte Cogni Zugna.

La conclusione positiva di questi furiosi combattimenti costituì il primo sintomo della ripresa e servì a rianimare gli animi dei soldati italiani duramente impegnati a contrastare il baldanzoso nemico.

La battaglia raggiunse il vertice della lotta sull’Altopiano di Asiago contro le ali del nostro schieramento saldamente abbarbicato sul Monte Cengio, Monte Belmonte, Monte Lemerle, Monte Sisemol, Monte Spil, Monte Fior – Castelgomberto.

In questa fase della asprissima battaglia molti furono gli episodi di valore per arrestare l’impeto delle Divisioni austro – ungariche.

Ricordo la leggendaria resistenza dei granatieri di Sardegna sul Monte Cengio, dove all’alba del 3 giugno quegli eroici soldati, aggrappati alle rocce strapiombanti sulla Val d’Astico, dopo aver esaurito le munizioni, ingaggiarono con gli assalitori un furioso corpo a corpo, tanto da finire, avvinghiati ognuno ad un austriaco, precipitando dal dirupo sul fondo della Val d’Astico; il superbo comportamento del Gruppo Alpini di Foza (Battaglione alpini Val Maira, Monviso, Morbegno e Argentera ed i fanti della leggendaria Brigata Sassari), che nei giorni 5-8 giugno, su Monte Fior – Castelgomberto – Monte Spil – Monte Miela si opposero con estremo vigore ai valorosi gruppi d’assalto bosniaci.


VIDEO DELL'ESCURSIONE



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