Monastero degli Olivetani - Trekking sui colli Euganei
- adventureeldogado
- 13 nov 2022
- Tempo di lettura: 3 min

Il monte Venda con i suoi 601 metri è la cima più alta dei Colli Euganei, è caratteristico per la sua forma regolare, una grande gobba oblunga chiaramente individuabile da quasi tutta la pianura veneta e soprattutto noto per la grande antenna televisiva e le installazioni dell'aeronautica militare. Questo il motivo per il quale la cima vera e propria non è praticabile.
Fortunatamente i ruderi dell'ex Monastero Olivetani si trovano proprio ai margini dell'area interdetta e le enormi antenne, poco sotto la cima sull'assolato e caldo versante sud.
Gli affascinanti resti di quel che fu uno dei più importanti tra i monasteri ed eremi che sorgevano tra questi un tempo silenziosi ed appartati colli è ancora luogo molto meditativo e bellissimo, e dall'alto dei suoi 600 metri domina tutte le alture dell'area sud degli Euganei. Con buona visibilità si può vedere la pianura fino alla laguna Veneta e all'appennino bolognese.
I dolci colli non a caso furono scelti quale ultima dimora del Petrarca. Dei numerosi monasteri ancora esistono l'Abbazia di Praglia, l'eremo Camaldolese di monte Rua, il monastero di San Daniele, il Santuario Monte Madonna e numerose chiese sparse.
L'ex monastero Olivetani è raggiungibile solamente a piedi frequentando il Sentiero Naturalistico G.G. Lorenzoni, curato dall'Ente Parco Regionale Colli Euganei.
E' una delle più belle passeggiate dei Colli Euganei.
Il sentiero, escursionistico e facilmente praticabile nonostante qualche brevissima rampa ripida, compie un ampio anello tutt'attorno e a mezzacosta della grande gobba del Venda, quasi completamente nel bosco e nella boscaglia, rimanendo (ovviamente) appena sotto l'area recintata.
Nel versante sud, lungo la stradina Sottovenda a poca distanza da Casa Marina, centro informazioni del Parco, parte il sentiero più diretto e più ripido che mira al soprastante monastero che s'individua con la torre campanaria. Poco dopo le prime rampe e l’antica Fontana Olivato, si può optare per il sentiero che continua diritto e che conduce sul versante est verso il passo del Roccolo.
In alternativa si può partire dal passo del Roccolo e innestarsi sul sentiero precedente e sull'anello Lorenzoni.
Altro posto d'accesso è dalla strada del Venda, la strada militare asfaltata che parte da Castelnuovo di Teolo, e raccordarsi all'insellatura tra il Venda e il Baiamonte, oppure anche dai pressi di case Brombolina, più oltre la strada è chiusa da un cancello.
Cenni storici
Le origini del monastero risalgono alla seconda metà del 1100, una prima costruzione fu opera di un eremita tale Adamo da Torreglia che si era ritirato lassù con un suo fedele servitore e che inizialmente occupava una grotta sulla cima.
Nel 1207 alcuni monaci benedettini, della basilica di Santa Giustina di Padova, eleggono il luogo a ritiro spirituale in cerca di pace e solitudine.
Dal 1229 divenne un articolato monastero, con i lavori patrocinati e finanziati anche dai Maltraversi, nobile famiglia di Castelnuovo di Teolo, e successivamente dai Carraresi.
Viene edificata una nuova grande chiesa ad onore di San Giovanni Battista al servizio del monastero e s'impose la Regola Benedettina.
Con la crisi dell'ordine alla fine del 1300 il monastero corre il pericolo di un grave decadimento, perciò il Vescovo di Padova ne affida al potente ordine aristocratico degli Olivetani.
E' questo un nuovo periodo di splendore e fervono lavori di abbellimento ed ingrandimento.
La vita monastica scorre serena fino al 1771 quando la Serenissima lo sopprime, trasferisce i monaci, e disperde le proprietà cedendole a privati del luogo.
Inizia la lenta e lunga agonia culminata con il quasi totale degrado del complesso.
Fortunatamente una recente opera di restauro ha salvato i ruderi da sicuro oblio e devastazione totale.
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