Ferrata S.te Fusetti - Sass de Stria
- adventureeldogado
- 2 nov 2022
- Tempo di lettura: 6 min

Anche oggi sveglia presto, solo le 5:30 il sole sta ancora dormendo e noi siamo già in macchina diretti verso la nostra meta di questa mattina di metà Ottobre.
Le Dolomiti Ampezzane sono la nostra destinazione, anche questa raggiungeremo passo Falzarego per conquistare anche Sass de Stria.
Le prime luci dell’alba si iniziano a vedere poco prima di Cortina d’Ampezzo, pertanto risaliamo il Falzarego ammirando il paesaggio in penombra del risveglio di un tenue sole autunnale.
Ad accoglierci, sul passo Falzarego, una leggera nebbiolina di rugiada mattutina che sfuma dopo pochi istanti quando raggiungemmo passo Valparola. Anche oggi, come la scorsa volta nell'escursione al Lagazuoi, lasciamo la macchina nel parcheggio che si trova subito dopo Forte Tre Sassi in direzione rifugio Valparola, questa volta il nostro obiettivo è raggiungere la cima del monte che sta di fronte al Lagazuoi, il Sass de Stria.
Sono le 8:00 del mattino e ci sono 4° non ci aspettavamo una temperatura così bassa, ma sappiamo che se ci mettiamo subito in marcia presto ci saremo riscaldati.

IL PERCORSO
Subito dopo forte Tre Sassi in direzione passo Falzarego, svoltiamo su una stradina a destra dove dopo una trentina di metri troviamo una sbarra di legno, qui su un masso a destra della sbarra troviamo scritto in rosso “FUSETTI”, questo è il nome della via ferrata che abbiamo deciso di percorrere oggi, pertanto scendiamo nel sentiero 31 anche questo segnato da un segnale CAI poco dopo alla prima indicazione su di un altro masso.
Il sentiero è molto ben segnato, impossibile sbagliare (almeno fino a qui), i colori autunnali la fanno da padroni, il giallo e il rosso mescolati con il verde ed il marrone, formano una cornice meravigliosa. Poco più avanti troviamo la postazione Edelweiß Stellung (la postazione Stella Alpina), gruppo di piccoli costruzioni in pietra incastonate nella roccia e ben mimetizzate al nemico. Queste baracche avevano diverse funzioni come cucina, infermeria, mensa, alloggio soldati costituendo una sorta di piccolo villaggio militare. Qualcuna è stata restaurata ed oggi fanno parte del percorso guidato del museo.
Manteniamo il piccolo villaggio militare sulla nostra destra e proseguiamo sul sentiero che costeggia il monte sulla nostra sinistra.
Poco più avanti inizia la risalita, stiamo camminando a ridosso della montagna sopra un ghiaione poco assestato dove il nostro passo, sebben stabile e deciso, è stato messo a dura prova da improvvisi scivolamenti. Ad un certo punto vediamo un altro masso che indica Fusetti, ci guardiamo attorno e non vedendo deviazioni precediamo in linea retta, ecco ricordate quando all'inizio vi ho detto impossibile sbagliare, qui abbiamo sbagliato strada allungando il percorso di quasi un’ora. Però nulla è stato fatto per niente, questa piccola deviazione ci ha portati a vedere un’altra postazione militare con vista sul passo Falzarego, la quale aveva una targa in pietra con una strana incisione con scritto “TirKaislӓg 3Regl. 3Paon. 3Komp.” onestamente tutte le ricerche fatte non hanno trovato risultati su questo luogo, di sicuro una postazione di guardia, ma la cosa strana è che non ho trovato nessun riferimento storico sull'incisione di quella targa.
A questo punto ci rendiamo conto che abbiamo sbagliato strada e che eravamo andati troppo avanti pertanto ci rimettiamo in marcia verso quel masso con la scritta Fusetti, probabilmente non ce ne siamo accorti ma la deviazione c’era. Infatti ritornati sul posto, dalla prospettiva opposta il sentiero si vedeva eccome, vabbè abbiamo visto quella postazione e un bel po’ di camosci proseguendo più avanti.
Arrivati all'attacco della ferrata ci rendiamo subito conto che non sarà un percorso facile, come avevamo letto in altri blog, pertanto cerchiamo di mettere da parte fiato e fatiche per risalire questa via a tratti verticali.
Arrivati in cima la soddisfazione è stata unica, il paesaggio ha ripagato le energie spese, trincee e croci ovunque a ricordare gli orrori vissuti dai giovani soldati che hanno combattuto la prima grande guerra.
Riscendiamo dal versante opposto, passando tra trincee e grossi massi fino a raggiungere il passo Valparola dove abbiamo la macchina. Il percorso non è molto lungo, circa 5 km, però con tratti molto tecnici e paesaggi mozzafiato, pertanto merita davvero farci un’escursione, per chi non volesse fare la via ferrata può sempre fare la via che abbiamo fatto al ritorno sia in salita che in discesa.
LA VIA FERRATA
Qui ci voglio dedicare un piccolo paragrafo, poiché come detto sopra nei vari blog che ho letto prima di affrontare questa avventura, consideravano questa via ferrata di semplice percorrenza, forse lo sarà stata per coloro che hanno scritto quei blog che non metto in dubbio la loro esperienza e le loro capacità, però voglio spiegarvi come l’ho vissuta io che sono un neofita nel campo delle ferrate.
Premetto che con me oggi c’era mio fratello Andrea, chi ha letto il post e ha visto il video del Lagazuoi l’ha già conosciuto e sa che lui è esperto di ferrate, detto ciò una volta fatta la ferrata mi disse: eh Ale mi sa che questa via era di livello medio-difficile e si mette a ridere.. ci ridiamo su entrambi ma poi un pensiero inizia a materializzarsi nella mia testa: ok è andato tutto bene però se al posto di Andrea oggi ci fosse stata Debby o qualsiasi altra persona con la mia stessa esperienza, come sarebbe andata a finire?
Mi spiego meglio, la partenza già non prometteva bene visto che si doveva salire tra i massi con una pendenza di 45° però ho pensato è l’inizio poi cambia, infatti il passaggio successivo è stato un tratto di sei metri circa in verticale con una pendenza quasi di 90° e qui mi son detto “iniziamo bene” però poi superato quel tratto abbiamo fatto un bel pezzo camminando tranquilli sulla roccia. Step 3 altra salita quasi verticale questa volta molto più lunga e a metà di questo tratto non trovavo ne appigli per le mani ne appoggi per i piedi, ormai non si poteva più tornare indietro si doveva solo risalire, ma come! Ho avuto più di un momento di sconforto però ho cercato di rimanere sempre concentrato, Andrea dietro di me cercava di guidarmi passo dopo passo ed in certe occasioni mi sono attaccato alla fune d’acciaio con tutte le mie forze per superare certi punti davvero difficili per le mie capacità.
Pertanto dal mio punto di vista, via ferrata davvero molto tosta con tratti molto tecnici ed impegnativi, consiglio alle persone poco esperte come me di non affrontare questa ferrata da soli ma di farvi accompagnare da persone esperte che sapranno guidarvi come Andrea ha guidato me.

CENNI STORICI
La via ferrata Sottotenente Fusetti sul Sasso di Stria è stata solennemente inaugurata il 18 ottobre 2018.
Si tratta di un percorso attrezzato molto interessante dal punto di vista paesaggistico e atletico ma soprattutto storico e tattico in quanto permette di ripercorrere le tracce di un eroe della Grande Guerra.
La Ferrata Sottotenente Fusetti è stata realizzata da due squadre di Alpini impegnate nella ricerca dei resti del Sottotenente Mario Fusetti, eroe del Sasso di Stria, Medaglia d'onore al valore militare.
Nell'ottobre del 1915, l'esercito italiano fronteggiava gli austriaci tra le cime del Lagazuoi e del Col di Lana:
la sottostante Strada delle Dolomiti che percorre il Passo Valparola e il Passo Falzarego, è dominata dal Sasso di Stria, che costituiva quindi un importante punto strategico.
Dopo alcuni tentativi falliti di attacco alla postazione, saldamente tenuta dalle truppe austro-ungariche, fu ordinato al reggimento di tentare una nuova incursione.
Il Sottotenente Mario Fusetti si offrì volontariamente di guidare un gruppo di soldati nella conquista della vetta, situata a 2477 metri di quota, per poi sorprendere gli austriaci posizionati nelle trincee più in basso nella postazione Goiginger.
Raggiunta la cima la notte del 18 ottobre, dispose i suoi uomini in attesa dei rinforzi, che però non arrivarono.
Furono invece avvistati dai soldati austriaci saliti sulla cresta che diedero l'allarme.
Nonostante la resistenza organizzata dal Fusetti, gli italiani furono ben presto accerchiati, molti restarono feriti, e il sottotenente fu colpito alla fronte, mentre si sporgeva fuori del riparo per sparare.
Al termine di una sanguinosa battaglia i pochi superstiti si arresero.
I caduti rimasero nei crepacci del Sass de Stria e non furono mai rinvenuti.

in foto il Sottotenente Mario Fusetti
eroe di guerra, morì il 18 Ottobre 1918
CURIOSITÀ
Il Sass de Stria (nome ladino italianizzato in Sasso di Stria; Hexenstein o Hexenfels in tedesco) è una montagna delle Alpi alta 2.477 m. Si trova nelle Dolomiti, in provincia di Belluno, e sovrasta il passo Falzarego, di fronte alla Tofana di Rozes e il Lagazuoi. Il nome rimanda ad antiche leggende locali che lo facevano residenza di una strega (stria in ladino).
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