Lagazuoi da via ferrata kaiserjäger
- adventureeldogado
- 23 ott 2022
- Tempo di lettura: 3 min

Ore 5:30 del mattino è ancora buio e sono già in macchina in direzione della prossima avventura. Il mio compagno si chiama Andrea mio fratello, ed oggi andremo a fare una nuova esperienza (a dir la verità nuova solo per me).
Direzione Dolomiti Ampezzane
Arrivati sul passo Falzarego deviamo a destra sul passo Valparola, strada che collega Cortina d'Ampezzo all'alta Badia. Poco prima del rifugio Valparola e subito dopo del forte Tre Sassi, lasciando la macchina in un ampio parcheggio lato strada, qui inizia la nostra avventura.

IL TRACCIATO
Ci mettiamo subito alla ricerca del sentiero che ci porterà in cima al Lagazuoi, sentiero che non è segnalato da alcun segnale CAI ma da quel che sappiamo parte giusto di fronte al forte Tre Sassi ed infatti tracciato al suolo tra massi e arbusti lo riconosciamo e ci mettiamo in marcia.
Sono le 8:30 del mattino, il paesaggio è bellissimo e il silenzio che ci circonda è rilassante. Sul sentiero incrociamo un vecchio rudere, probabilmente una vecchia postazione militare, si perchè questo fu un punto di confine tra l'esercito Italiano e quello Austrougarico durante la prima guerra mondiale. Proseguiamo oltre al rudere dentro una vecchia trincea e un gruppo di camosci ci passano a una cinquantina di metri di distanza, non mi era mai capitato di vederne così tanti tutti assieme.

LA FERRATA
Finalmente dopo una buona ora di camminata in salita e per lo più tra ghiaia e grossi massi, arriviamo all'attacco della via ferrata kaiserjäger, un bellissimo percorso attrezzato che ti permette di passare tra incredibili cenge passando su di un ponte tibetano sospeso sopra un crepaccio di circa 25 metri. Qui il mio fisico è stato messo a dura prova, poiché non essendo abituato a certe cose, certi tratti in salita molto ripidi mi hanno letteralmente fatto perdere il fiato. Raggiunta la vetta però la fatica ed il sudore versato, si è smaterializzato in un secondo perchè la vista che avevo davanti a me era qualcosa di unico.

LA CIMA
Raggiunto Piccolo Lagazuoi ci siamo goduti il panorama e poi ci siamo diretti al rifugio Lagazuoi dove dalla terrazza abbiamo potuto ammirare e riconoscere le vette sul nostro orizzonte, si perchè oltre ad esserci una cartina panoramica, sul corrimano della ringhiera del terrazzo, troviamo delle targhe con il nome ed il disegno del monte che avevamo di fronte (il Sella, la Marmolada, le Pale di San Martino, il Civetta, il Pelmo e la Toffana di Rozes).
LA DISCESA
Dopo una pausa al Rifugio in compagnia di un birra e di una buona fetta di strudel ci siamo rimessi in marcia verso la discesa. No non è ancora finita la nostra avventura, anzi qui arriva il bello, la via che prenderemo per scendere dalla cima sarà una lunghissima galleria buia e bassa e nonostante la fatica per attraversarla è stata davvero un emozione unica. Al suo interno troviamo vecchie postazioni militari conservate e sistemate dagli alpini, rendendo questo luogo un museo di guerra unico e meraviglioso.
CENNI STORICI
Durante la Grande Guerra i soldati italiani costruirono un ardito sistema di gallerie che dall'imbocco presso la Cengia Martini saliva fino alla sommità dell’Anticima del Lagazuoi per minare le postazioni austriache.
Oltre al ramo costruito per piazzare la mina, ci sono la galleria di spalla con sbocco esterno sull'Anticima, la galleria dell'artiglieria, la galleria a spirale, il ramo inferiore che sbocca presso la Cengia Martini, e il ramo orizzontale che permetteva il collegamento con la postazione della Cengia Martini. Il ramo che costituiva la galleria di mina italiana fu fatta esplodere il 20 giugno 1917.
La Galleria del Lagazuoi è stata completamente recuperata negli anni tra il 1997 e il 2004 e aperta ai visitatori grazie al lavoro degli Alpini della Brigata Alpina Tridentina e ai volontari della Sezione di Treviso dell’Associazione Nazionale Alpini guidati da Sergio Furlanetto.
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